di Angela Ganci, psicologo psicoterapeuta, giornalista
Guarigione, diritto all’oblio, riabilitazione, ma anche centralità dell’empatia e necessità di una formazione continua degli operatori e dell’ascolto attivo delle molteplici esigenze del paziente, oltre alla necessità di una maggiore integrazione tra ospedali, il centro nevralgico del percorso per combattere e sconfiggere il cancro, e medicina del territorio che può rivelarsi utile per diversi aspetti: questi gli elementi chiave emersi nel corso dell’evento formativo tenutosi a Messina, presso il sontuoso Royal Palace Hotel, lo scorso 18 Marzo, sotto la direzione del professor Vincenzo Adamo, Coordinatore della Rete Oncologica Siciliana (Re.O.S.).
“I temi principali del convegno sono la centralità del paziente oncologico nella gestione della malattia e nel processo di cura e il corretto e consapevole coinvolgimento del paziente nel percorso diagnostico e terapeutico (PDTA)” rende noto ai microfoni di Tele One Adamo in apertura del dibattito. “Le finalità del convegno sono caratterizzate da una partecipazione reale del paziente accanto agli esperti di patologia per mettere in risalto non soltanto la malattia, ma anche le esigenze fisiche, emotive, sociali e spirituali del paziente durante tutto il percorso di cura. Naturalmente il ruolo dei sanitari e degli esperti di patologia rimane fondamentale, ma altrettanto importante è la presenza di un caregiver o di familiari consapevoli e correttamente informati che possano coadiuvare nella maniera più adeguata lungo il percorso di cura e di monitoraggio della malattia. Oggi sappiamo che le esigenze fisiche, emotive, sociali e spirituali del paziente potranno essere soddisfatte solo se vi è una stretta collaborazione tra sanitari e il mondo dove trascorre il resto della vita il paziente, famiglia, sede lavorativa, mondo sociale. In tale contesto diventano e possono diventare sempre importanti le associazioni di pazienti con la loro mission e le attività collaterali di supporto psicologico e sociale. In quest’ultima accezione Il tempo dedicato alla comunicazione e informazione corretta è fondamentale e va inteso come un “tempo di terapia”; pertanto è indispensabile anche un’adeguata formazione alla comunicazione da parte non solo dello specialista ma anche del medico di medicina generale. Dal punto di vista infine della farmacoterapia oggi vi è già una realtà terapeutica molto importante caratterizzata da significativi successi. Le prospettive terapeutiche sono altrettanto interessanti e con aspettative a breve e medio termine di grande rilievo frutto di una ricerca clinica sempre molto vivace e puntuale. I migliori risultati oggi sono stati ottenuti su diverse neoplasie come il tumore della mammella, i tumori ginecologici ovaio e utero, il tumore della prostata e anche in tumori molto incidenti e con scarse opportunità fino a poco tempo addietro come il melanoma e il tumore del polmone”.
Esemplificativo di tutte le precedenti riflessioni la partecipazione, in corso di dibattito in aula, delle Associazioni e degli stessi pazienti, con la diretta testimonianza di una persona “guarita” dalla neoplasia e la sua percezione e narrazione permanente di un vissuto che parte dal cosiddetto “buio” della comunicazione e la non accettazione della diagnosi fino al fine terapia e al follow up. Il paziente oncologico al centro, quindi, dalla fase diagnostica a quella terapeutica, attenzionato da tutti i professionisti in campo oncologico, mettendo in primo piano le sue esigenze mediche, ma anche fisiche, spirituali, emotive e sociali. Da qui l’esigenza, emersa dalle diverse relazioni tenute dai professionisti intervenuti, di una vera e propria Rete oncologica di supporto, dal supporto medico competente agli adeguati progressi in materia di terapie antitumorali, in particolare in tema di immunoterapia, fino al sostegno attivo fornito dalle associazioni, nonché a una prevenzione che assuma le forma di valida profilazione genetica, senza trascurare il ruolo contemporaneo dell’intelligenza artificiale nella diagnosi tumorale che non sostituisca l’apporto multidisciplinare, nonché il passaggio dal concetto di spesa in oncologia a quello d’investimento.
L’evento di Messina si pone come momento satellite rispetto al macro evento Cracking cancer Forum 2025 che si svolge annualmente a livello nazionale, quest’anno giunto alla settima edizione.


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